Straparola e Basile

Le raccolte di fiabe italiane

Conosciamo tutti le grandi antologie di fiabe scritte e raccolte da autori del calibro di Charles Perrault, i fratelli Grimm e Hans Christian Andersen; ma avete sentito parlare di Giambattista Basile o Straparola?

Forse oggi i bambini sono portati ad associare le fiabe ai faraonici film hollywoodiani o ai mitici cartoni animati della Disney, ma in realtà la tradizione delle favole è addirittura precedente alla parola scritta. Prima di Disney, e ancor prima delle raccolte di fiabe più famose come quelle di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e Hans Christian Andersen, queste storie fantastiche per bambini e adulti (molte erano in effetti più macabre delle versioni che conosciamo oggi, ma il contenuto fu adattato per i più piccoli con il passare dei decenni), venivano tramandate dai menestrelli o dagli anziani delle città.

 

Uno dei primi a raccogliere e documentare alcune di queste fiabe, che sono normalmente associate al Nord Europa, fu in realtà un italiano, Straparola. È il soprannome con cui era noto Giovanni Francesco, nato nel 1480 a Caravaggio, che nel corso della vita raccolse 75 racconti folcloristici in due volumi, Le piacevoli notti, pubblicati tra il 1550 e il 1553, poi in inglese con il titolo The Facetious Nights of Straparola.

Il secondo scrittore che raccolse fiabe italiane è forse più famoso grazie al film Il racconto dei racconti, dallo straordinario impatto visivo diretto da Mattero Garrone nel 2015, con Salma Hayek e Vincent Cassel. La pellicola è ispirata ad un libro scritto dal poeta Giambattista Basile, intitolato in origine Lo cunto de li cunti e pubblicato a Napoli tra il 1634 e il 1636 in dialetto napoletano.

 

Chiamato anche Lo trattenemiento de peccerille –  Divertimento per i piccoli – il libro è composto da 50 fiabe raccontate da 10 narratori diversi nell’arco di 5 giorni. Proprio alla sua struttura è dovuto il suo secondo nome, attribuitogli nel 1674: Il Pentamerone, da penta, “5” in greco.

 

Il Pentamerone fu pubblicato dopo la morte di Basile dalla sorella Adriana a Napoli nel 1634 e nel 1636 con lo pseudonimo di Gian Alesio Abbatutis e il titolo di Lu cunto. Come i volumi di Straparola, anche questo libro ricorda inevitabilmente, per la sua struttura testuale, l’opera toscana del Boccaccio .

L’opera di Basile, ingiustamente dimenticata per molto tempo, fu riscoperta dai fratelli Grimm, che la fecero tradurre in tedesco; fu pubblicata per la prima volta integralmente, con la prefazione di Jacob Grimm, nel 1846, e poi in inglese nel 1848. Nel 1925, i volumi tornarono a far parte della letteratura italiana con una straordinaria traduzione del filosofo Benedetto Croce che li apprezzò ed elogiò.

 

Ma quali fiabe si possono trovare nell’opera magna di Basile? Antiche versioni di favole senza tempo con principesse come Raperonzolo, Biancaneve, La bella addormentata e Cenerentola.

 

Immagini di Bridgeman

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